LA TECNOLOGIA DEL SILENZIO
LA TECNOLOGIA DEL SILENZIO
spettacolo di Bluemotion
drammaturgia Erika Z. Galli, Martina Ruggeri (Industria Indipendente)
ideazione e regia Giorgina Pi
con Monica Demuru, Cristina Parku, Roberto Dell’Era, Valerio Vigliar, Andrea Pesce, Cristiano De Fabritiis
ambiente sonoro di Collettivo Angelo Mai
direzione musicale Valerio Vigliar
suono Daniele Tortora
luci Andrea Gallo
costumi Sandra Cardini
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
La Tecnologia del Silenzio è un’operetta rock ispirata alla science fiction e alla filosofia della scienza femminista. Omaggiando Ursula Leguin e Donna Haraway, seguendo i passi e le speculazioni di giovani filosofe e scienziate come Angela Balzano e Laura Tripaldi, La tecnologia del silenzio è una piccola favola fantascientifica in cui due persone si incontrano e con parole sussurrate e cantate rendono (post)umane questioni rimosse dalla scena pubblica. Ci troviamo in un aeroporto: una hostess, una viaggiatrice e un coro fantasmatico vivono un tempo irreale, scandito da scene sospese che hanno al centro interrogati oscurati dalla scena pubblica. Domande nevralgiche sul rapporto tra cultura e natura, medicina e corpo femminile, sull’ecologia oscura di Timothy Morton si inseriscono nelle vite di due donne di età e storie differenti (Monica Demuru e Cristina Parku) trasformandosi in dialoghi dal sapore fantasy che vogliono alimentare le domande e non pretendono risposte.
Sono passati più di vent’anni dall’inizio del nuovo millennio, un tempo mitico è quasi superato e sempre più ci ritroviamo immerse nella tradizione della dominazione maschile, razzista e capitalista, nella tradizione del progresso, dell’appropriazione della natura come risorsa per le produzioni della cultura, dell’ingiustizia riproduttiva. Un mondo ancora crudelmente diviso in due grandi gruppi: i nati e gli scomparsi. Un mondo dove si fa di tutto per non diffondere la pratica del femminismo speculativo del fare (strane) parentele, parentele fuori categoria, messe insieme ex-novo, per costruire respons-abilità per i nati e gli scomparsi.
La Tecnologia del Silenzio è un lavoro che nasce dalla condivisione tra Giorgina Pi, Martina Ruggeri e Erika Z. Galli (Industria Indipendente) autrici del testo e compagne di riflessioni, studi e domande nel corso dei mesi. Al centro c’è il desiderio di restituire un senso di smarrimento e possibilità allo stesso tempo che ci pone lo sguardo interrogativo delle donne filosofe e scienziate sulla vita del pianeta e delle altre donne. interrogativi di diverse scienziate, filosofe e scrittrici di SF che rendono possibile il ricorso a un approccio femminista e a pratiche ecologiste, in grado di superare le distorsioni e di trasformare il racconto della materia scientifica. Pensieri capaci di eccitare prospettive che hanno messo in discussione le cosiddette leggi, le narrazioni binarie, gli schemi logici più comuni, restituendo al mondo la capacità di intendere la verità come un atto dinamico, disordinato, o di non intenderla affatto, e la capacità di riconoscere l’esterno e percepire la relazione come una possibile rivelazione da cui guardare le cose. Lo fa seguendo uno stile diffuso tra queste pensatrici: quello dell’utilizzo di figurazioni e favole, linguaggi archetipici che tengono insieme le peggiori paure alle migliori speranze, giocando tra realtà e finzione, osservando due ipotetiche vite tra slanci di potenza e solitudini, tra fiducia e paura.
La tecnologia del silenzio è il primo verso di una poesia di Adrienne Rich. Il silenzio non va confuso con l’assenza, ci dice. A chi tenta di ripartire da nessi e alleanze sempre più la scienza risponde con silenzio poco autorevole, pur essendo tutt’altro che assente nelle nostre vite, in particolare quando si tratta del corpo delle donne la risposta conta più della domanda. Per noi vale il contrario.